Miki (Maritime): “Non ho mai capito gli allenatori che fanno filosofia”

Eduardo García Belda, ‘Miki’, è uno dei grandi trionfatori della stagione del futsal in Italia: non solo ha firmato la promozione del Maritime Futsal Augusta in Serie A, ma l’ambizioso progetto si trova anche alle porte della Final Four di Coppa della Divisione, composta da tre squadre di prima categoria (Kaos, Luparense e una tra Pesaro e Rieti) e il Maritime, un club costruito per vincere. Su Futsal Corner, oggi parliamo con questo signore di Valencia, 62 anni e una lunga carriera (Valencia Vijusa, ElPozo Murcia, FC Barcelona, Playas de Castellón, Benicarló, Real Rieti…), su passato, presente, e in particolare futuro suo e della squadra.

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Domanda: Congratulazioni per una stagione finora perfetta. Avete vinto tutte le partite di regular season, chiudete con una differenza reti di +96, siete nella Final Four di Coppa della Divisione con tre squadre di Serie A… Cosa possiamo dire, oltre a questi dati?

Risposta: A parte questo? Che abbiamo azzeccato tutti gli ingaggi. La squadra si è allenata meravigliosamente bene e i giocatori non solo hanno capito la filosofia mia e di Manolo (Peris, allenatore in seconda e amico di Miki), ma si è anche divertita. La stagione è ottima.

Non ho mai capito gli allenatori che fanno più filosofia che tattica. Non ho mai sentito un filosofo parlare di calcio a 5.

D: Con la promozione, sale anche il livello degli avversari. Pensa che sarà possibile imporre in Serie A la pressione asfissiante che applicava in A2 nella metà campo avversaria?

R: La nostra struttura difensiva e offensiva resterà praticamente la stessa. Difenderemo alti perché è la nostra filosofia di gioco, anche se con qualche modifica per correre meno rischi in difesa. Dobbiamo dare priorità ad avanzare col pallone piuttosto che cercare di rubarlo.

D: In una stagione perfetta come questa, forse l’unico “ma” sono i molti pericoli in contropiede. Come può essere corretto in una categoria che non perdona gli errori?

R: Ogni volta che sali di categoria il livello è più alto, ma anche noi miglioriamo. Il nostro obiettivo sarà entrare nei playoff, non pensiamo che vinceremo il campionato come abbiamo fatto in A2. Ci sono molte ottime squadre in Serie A.

D: Cercherà alternative che non abbiamo ancora visto? Proverà a usare il pivot classico o preferisce attenersi al 4-0 come sistema di gioco?

R: La nostra filosofia è continuare a giocare a quattro. Useremo il pivot in determinate situazioni, non rinunciamo a usarlo. Quando? Dipenderà dall’avversario, dal risultato in un momento concreto… da molti fattori che si susseguono durante una partita.

Miki dà istruzioni ai suoi durante una partita
Miki dà istruzioni ai suoi durante una partita (via www.calcioa5live.com)

Cambieremo, un 4-0 con una difesa chiusa non è uguale a un 4-0 contro un avversario che difende a zona o che sale a pressarci nella nostra metà campo. Dobbiamo migliorare il nostro gioco tra le linee, una cosa che quest’anno abbiamo appena praticato perché tutte le difese, contro di noi, si chiudevano dietro. Ci sono varianti del 4-0 per tutti i tipi di difese e situazioni: dobbiamo sapere se la squadra avversaria si chiude al centro o taglia sulle fasce, se difende a zona o a uomo, se va a metà campo o se si mette ai dieci metri… A quel punto entreranno in gioco le nostre diverse varianti. In ogni caso giocheremo sempre per vincere. Questo non significa che, a volte, non possiamo aspettare o cambiare qualcosa, ma non ci affideremo mai al caso.

In generale, è questo quello che mi manca di più in molti allenatori. Parlano più di psicologia e filosofia che di tattica. Non ho mai capito gli allenatori di futsal che dicono frasi filosofiche, quando i filosofi non parlano mai di calcio a 5. Bisogna parlare più di tattica e meno di filosofia.

D: Manca la ciliegina sulla torta, questa Final Four che abbiamo menzionato prima. Qual è l’obiettivo?

R: Le squadre di Serie A hanno un ritmo di gioco superiore al nostro e dei roster spettacolari. Daremo battaglia, sapendo che siamo la cenerentola della Final Four. Inoltre ci mancheranno Putano, Pedro e ora anche José Ruiz, che soffre di una rottura parziale del legamento e molto probabilmente si perderà le partite.

Manolo Peris e io ci dividiamo le responsabilità. Abbiamo una struttura orizzontale, il che ci differenzia dalla maggior parte degli staff tecnici.

Comunque non mi lamento per chi ci manca, faremo del nostro meglio contro chiunque ci tocchi. È ovvio che arrivare qui è un premio, quindi ci divertiremo. Da più di un mese e mezzo abbiamo praticamente giocato solo una partita ufficiale contro l’Imola. Questo significa che non competiamo da molto tempo, quindi non avremo lo stesso ritmo di gioco delle altre squadre, che per giunta vengono dalla Serie A… Immagina l’handicap che affrontiamo.

D: Parlando di coppe… Come è vista in Italia la Coppa di Spagna?

R: Per me la Coppa di Spagna è probabilmente il miglior evento sportivo del mondo, e così la pensano anche in Italia. È un evento speciale, dove si dimostra che non sempre vincono le squadre con più budget, è un torneo molto competitivo e questo dà un valore extra al campionato.

D: E la Nazionale spagnola?

R: È impossibile vincere sempre, credo che il livello è tra le prime tre del mondo, come ha sempre dimostrato vincendo mondiali e campionati europei, oltre alle finali. Per ottenere questo non basta avere buoni giocatori, ma bisogna avere anche un  buon staff tecnico. La prova è stata l’ultima finale dell’Europeo. Le uniche due nazionali senza brasiliani erano proprio la Spagna e il Portogallo. Questo è un enorme merito.

D: La società si sta già preparando per la prossima stagione. Si dice che Boyis è cosa fatta, José Ruiz ha rinnovato per un anno, si parla di molti top player come Leo Jaraguá… Tuttavia, ha chiesto alla società qualche giorno prima di firmare il suo rinnovo. Perché? Da cosa dipende?

R: Prima di tutto bisognerebbe parlare dell’unione tra Maritime, Miki e Manolo. La struttura abituale è piramidale, con un allenatore e il resto dello staff tecnico dietro di lui. Noi abbiamo una struttura orizzontale. Manolo e io ci dividiamo le responsabilità a seconda del lavoro (scouting, allenamenti, ecc).

Continueremo a usare il 4-0 come sistema base, oltre a modifiche puntuali

Quello che si dice su alcuni siti, che voglio “spagnolizzare” il club è una bufala, è ridicolo. Prenderemo i giocatori che reputeremo migliori per fare una buona stagione in Serie A, non importa se sono spagnoli, argentini, brasiliani o italiani. Non mi sposo con nessuno, quello che voglio è fare la squadra migliore possibile per il Maritime. Anche se ci fossero molti spagnoli a voler venire, non ce ne saranno più di tre o quattro. Credo nei giocatori italiani e, di fatto, da quando sono arrivato, ce ne sono sempre di più in società.

Quanto al chiedere qualche giorno… economicamente siamo d’accordo, la filosofia del club è la nostra… è una questione di rispetto verso la famiglia. Manolo e io abbiamo firmato due anni fa in principio per sei mesi, e siamo ancora qui. È giusto parlare con i famigliari e vedere se sono d’accordo nello stare qui ancora un anno. Quando questo punto sarà chiarito il rinnovo si renderà pubblico.

D: Oltre a quelli che possono arrivare ci sono Mancuso, Chimanguinho, Crema… la maggioranza rinnoverà o ci sarà un’importante ristrutturazione?

R: Non credo che dobbiamo parlare di contratti prima di finire la stagione. Quello che sta uscendo sono bufale che partono dagli intermediari stessi. Se tutto quello che si sente fosse reale alla fine faremmo tre squadre.

Quando arriverà il momento pianificheremo con cura. Siamo una squadra nuova. Dobbiamo sederci con il club per sapere che obiettivi ci sono, non è la stessa cosa volere la Final Eight o solo lottare per non retrocedere. In funzione di questo vedremo chi continua e chi no, e poi procederemo agli acquisti. Ma sempre con la testa, non con il cuore.

Dobbiamo consultarci con i famigliari per vedere se gli va bene rinnovare per un anno

D: A tal proposito, si diceva anche che dopo l’accordo di collaborazione con il Magnus Futsal, in particolare con Falcao, il ‘12’ potrebbe giocare nel Maritime la prossima stagione. C’è qualcosa di vero?

R: È un accordo più sociale che sportivo. Non so se verranno dei giocatori, ma l’accordo è che Falcao verrà ad aiutare nella nostra scuola (chiamata F12 Maritime) e a realizzare alcuni tour, non credo che stia pensando di competere a un livello così alto.

D: Una domanda di attualità. Sembra che sia stato approvato per il prossimo anno che la rimessa laterale potrà essere fatta con le mani o con i piedi. Cosa pensa a riguardo?

R: Sono a favore della rimessa con le mani. Mi sembra uno scherzo. Vogliamo essere olimpici, ma permettiamo queste cose. Se la gente va a vedere una partita e vede questo, come può pensare che siamo seri?

La Coppa di Spagna è il torneo migliore del mondo

D: Da fuori si criticano spesso i dirigenti del futsal italiano. Li si taccia di irresponsabili, di chiudere i rubinetti quando le cose vanno male… Cosa rende Giuseppe Ciccarello un presidente “di cui fidarsi”?

R: Non conosco la maggior parte delle società, quindi non posso fare paragoni. I dirigenti hanno tutta la mia fiducia, imprescindibile nel club. Ho una relazione molto buona con il triumvirato formato da Giuseppe, Giacomo e Mario (Giacomo Armellini e Mario Mangano, direttore sportivo e consigliere del club). Con Peppe in particolare condivido totalmente il modo di fare le cose.

 

Ringraziamo Miki per il tempo che ci ha concesso per l’intervista. Noi di Futsal Corner gli auguriamo il meglio non solo nella prossima Final Four, ma anche nell’impegnativa stagione che lo attende nel debutto del club in Serie A.

Foto principale: www.lagazzettaaugustana.it

Autore: Dani López (Twitter: @gremplu)

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